Un successo travolgente, di quelli che si ricordano a lungo. Nella serata di ieri, la cavea del Teatro Greco di Siracusa è stata teatro di una notte memorabile per il debutto del Nabucco di Giuseppe Verdi, unico appuntamento operistico in programma nel tempio aretuseo per la stagione estiva 2026. La risposta della città e dei tanti appassionati giunti da ogni parte è stata imponente: uno spalto gremito e partecipe ha trasformato l’inaugurazione della sezione lirica dell’ottava edizione del Festival Lirico dei Teatri di Pietra in un trionfo assoluto, culminato con la richiesta a gran voce del bis e minuti interminabili di applausi scroscianti per tutto il cast.
L’allestimento ha mantenuto tutte le promesse della vigilia, regalando al pubblico uno spettacolo eccezionale. La regia di Salvo Dolce, attenta a rispettare la sacralità del sito antico, ha fatto muovere gli interpreti in perfetta armonia con le imponenti strutture sceniche disegnate da Matteo Capobianco, esaltate dai meravigliosi costumi d’epoca di Sonia Cammarata e dalle suggestive atmosfere luminose curate da Gabriele Circo. Sul piano musicale, la direzione del maestro Salvador Vasquez alla guida dell’Orchestra Sinfonica residente ha restituito alla partitura verdiana tutta la sua carica drammatica ed energica, dialogando con grazia con le movenze plastiche del corpo di ballo sulle coreografie di Sarah Lanza.
Sul palcoscenico è stata una vera e propria sfida di talenti vocali di altissimo profilo. Il pubblico ha accolto con entusiasmo il tanto atteso debutto della stella internazionale Elena Mosuc nel complesso e impervio ruolo di Abigaille, affiancata dalla presenza scenica e dalla voce possente del baritono Badral Chuluumbaatar nei panni di Nabucco. Di grande solennità anche l’interpretazione del basso Khurelbaatar Oyunchimeg nel ruolo di Zaccaria, affiancato dalle ottime prove di Enea Scala come Ismaele, Anna Pennisi nei panni di Fenena, Pietro Di Paola e Xue Jia.
Il culmine emotivo della notte si è raggiunto con l’ingresso del Coro Lirico Siciliano. Guidata da Francesco Costa e Alberto Munafò, la formazione corale ha letteralmente stregato la platea con un’interpretazione da brividi del Va, pensiero. La commozione è stata tale che gli spettatori hanno preteso e ottenuto la riesecuzione dell’immortale aria, prima di sciogliersi in una standing ovation finale che ha unito pubblico e artisti sotto il cielo stellato di Siracusa.