È ormai imminente la presentazione ufficiale del logo di candidatura “Hernica Saxa”, il progetto che unisce Anagni, Alatri, Ferentino e Veroli nel percorso verso la Capitale Italiana della Cultura 2028. Un’iniziativa ambiziosa, condivisa e partecipata, che punta a valorizzare il patrimonio storico, artistico e identitario dell’entroterra laziale attraverso una visione culturale comune.
L’evento, in programma nelle prossime ore, segnerà l’inizio di un percorso collettivo che coinvolgerà istituzioni, scuole, giovani, associazioni e cittadini, con l’obiettivo di costruire un modello di cooperazione tra città fortificate “unite dalla cultura della conoscenza del territorio”.
Daniele Natalia, sindaco di Anagni, ha sottolineato il significato simbolico del progetto:
“Anagni, Alatri, Ferentino e Veroli non corrono una contro l’altra, ma insieme, mettendo in rete le proprie storie e le proprie energie per costruire una visione di futuro che va oltre i confini comunali. Il vero valore di Hernica Saxa è la capacità di dimostrare che la cultura può essere il linguaggio comune di un territorio che ha sempre saputo generare civiltà, sapere e innovazione. Stiamo costruendo un modello di cooperazione che può diventare un riferimento per tutto il Lazio: quattro città fortificate che uniscono le proprie mura non per difendersi, ma per aprirsi al mondo”.
Il progetto, spiegano i promotori, vuole essere un “patto culturale” fondato sulla condivisione e sulla partecipazione dal basso, dove le pietre millenarie delle città erniche diventano metafora di solidità, razionalità e radici comuni.
Carlo Marino, assessore alla Cultura di Anagni, ha aggiunto:
“Anagni partecipa a questa candidatura con la consapevolezza di rappresentare un patrimonio che parla al futuro. La nostra città ha sempre avuto un ruolo di guida culturale e morale nel territorio ernico, ma oggi sceglie di farlo in modo diverso: condividendo, non primeggiando. Vogliamo che Anagni diventi un laboratorio permanente di cultura contemporanea, dove la storia non è una reliquia da proteggere ma una base viva da reinterpretare.
Il titolo ‘Hernica Saxa Rational’ racchiude bene questo spirito: la razionalità delle pietre, la forza delle radici e la volontà di costruire, insieme agli altri, una nuova identità culturale che parte da Anagni ma appartiene a tutti”.
Un progetto, dunque, che nasce per unire e rigenerare, coinvolgendo attivamente le nuove generazioni e il mondo della scuola.
Antonio Ribezzo, direttore del progetto di candidatura e presidente dell’Archeoclub d’Italia sede di Ferentino, ha spiegato:
“Il progetto di candidatura Hernica Saxa è un patto ambizioso che trasforma un’eredità di tremila anni in un ecosistema culturale vivo, accessibile e proiettato verso il futuro. Superando la frammentazione storica, la cultura diventa la leva strategica per generare sviluppo economico sostenibile, profonda coesione sociale e un’autentica innovazione territoriale”.
Con la prossima presentazione del logo, Hernica Saxa entra dunque nel vivo di un percorso che vuole coniugare bellezza, identità e partecipazione, portando l’entroterra ernico al centro del panorama culturale italiano.