Vinciullo: «Sul Kouros vanno rispettati gli accordi, Siracusa non può essere spogliata del suo patrimonio»

«Gli impegni assunti sul Kouros devono essere rispettati. Il Museo Paolo Orsi di Siracusa non può essere impunemente spogliato di un’opera che gli appartiene». A dichiararlo è l’onorevole Vincenzo Vinciullo, intervenuto per difendere la permanenza della celebre statua nei luoghi concordati al momento della sua riunificazione.

La questione riguarda il Kouros, statua greca arcaica le cui due metà – la testa e il corpo – sono state per lungo tempo conservate separatamente, rispettivamente a Catania e a Siracusa. La testa, acquistata in passato dal principe Ignazio Biscari, è custodita al Museo civico di Castello Ursino di Catania; il corpo, invece, fu comprato da Paolo Orsi per il Museo archeologico di Siracusa. Soltanto dopo un lungo percorso storico e scientifico si è giunti alla certezza che le due parti appartenevano a un’unica opera scolpita da un solo blocco di marmo.

Fu proprio in virtù di questa scoperta che si decise, attraverso accordi ufficiali, di riunificare le due parti per restituire al mondo intero il valore artistico e storico del Kouros nella sua forma originale. In quell’occasione, le parti coinvolte stabilirono tempi precisi per l’esposizione dell’opera nelle tre città interessate: Siracusa, Lentini e Catania. Accordi precisi, documentati e – sottolinea Vinciullo – ancora validi.

L’ex Presidente della Commissione Bilancio regionale richiama l’attenzione sull’importanza di avere memoria storica e di rispettare gli atti sottoscritti, ricordando come la storia non inizi con l’attualità politica ma affondi le sue radici nei secoli. Cambiare tutto è sempre possibile, osserva Vinciullo, ma ogni modifica deve tener conto dei diritti consolidati e degli impegni già assunti.

In particolare, l’esponente politico esprime preoccupazione per quella che definisce una «Siracusa priva di ogni difesa politica», città che rischia di essere privata dei suoi beni culturali senza adeguata tutela da parte dell’Assessorato regionale dei Beni Culturali. Vinciullo ammonisce: il Museo Paolo Orsi non può essere trattato come un supermercato, dove chiunque può entrare e portar via ciò che desidera. Si tratta di una delle istituzioni museali più prestigiose al mondo, un patrimonio che deve essere preservato e valorizzato.

Il riferimento si estende anche ad altri episodi recenti, come quello delle Teste degli Augusti, opere trasferite all’insaputa della cittadinanza presso un altro museo, in attesa ancora oggi di un ritorno a Siracusa.

Vinciullo parla con cognizione di causa, ricordando il suo ruolo di componente del Consiglio Regionale dei Beni Culturali. Proprio in quella sede furono decise le modalità di riunificazione del Kouros e il delicato equilibrio che permise alle città coinvolte di accettare un compromesso storico, affinché l’opera potesse essere ammirata dal mondo nella sua completezza.

Con forza, l’onorevole ribadisce la necessità di rispettare tali intese. Nessuno nega che gli accordi possano essere modificati, ma – conclude – vi è una sostanziale differenza tra chiedere con rispetto la revisione di un diritto e pretendere di imporre un cambiamento unilaterale a danno di Siracusa, città a cui il busto del Kouros appartiene per ragioni storiche e documentate.

By Mara Di stefano

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Related Posts

No widgets found. Go to Widget page and add the widget in Offcanvas Sidebar Widget Area.