A Catania il congresso che guarda al futuro della chirurgia endo-ginecologica

Tecnologie avanzate, intelligenza artificiale, chirurgia robotica, ma anche ascolto, relazione e dignità delle pazienti: sono queste le parole chiave che hanno animato l’11° Congresso di Chirurgia Endo-Ginecologica del Mediterraneo, inaugurato ieri sera allo Sheraton di Catania. L’evento, promosso dall’Arnas Garibaldi – Dipartimento Materno Infantile, si conferma un punto di riferimento internazionale per gli specialisti del settore.

Ad aprire i lavori il prof. Giuseppe Ettore, presidente del Congresso e direttore del Dipartimento Materno Infantile dell’Arnas Garibaldi, insieme al direttore generale Giuseppe Giammanco. «Sono 300 i partecipanti, 151 ospiti di cui 18 relatori stranieri – ha spiegato Ettore – affrontiamo temi cruciali come innovazione, IA, sostenibilità e aggiornamento delle procedure. L’obiettivo è migliorare diagnosi e cure per patologie come l’endometriosi, con l’imminente presentazione in Sicilia del PDTA, percorso diagnostico-terapeutico per una gestione più efficace».

Alla cerimonia hanno preso parte autorità scientifiche, civili e istituzionali: tra i presenti il sindaco Enrico Trantino, il rettore dell’Università di Catania Enrico Foti e il presidente dell’Ordine dei Medici Alfio Saggio, oltre a numerosi rappresentanti politici.

Momenti centrali della serata le letture magistrali del prof. Alberto Mattei, presidente nazionale SEGI, sull’evoluzione dell’endoscopia ginecologica, e del prof. Paolo Vercellini (Università di Milano) con un intervento provocatorio sul ruolo delle mestruazioni nella medicina contemporanea. Grande impatto emotivo ha avuto la proiezione del video “Le Donne e l’Endometriosi: il dolore che non si vede, la forza che non si arrende”, con le testimonianze di pazienti.

Non sono mancati i momenti di ricordo per tre figure di spicco della ginecologia scomparse nel 2025: Giovanni Scambia, Gaspare Cucinella e Jacques Hamou. La serata si è chiusa con un omaggio artistico tra danza e musica, trasformando il congresso in un’esperienza di scienza e umanità condivisa.

By Mara Di stefano

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