Un’aula semivuota, con appena tre assessori presenti. È in questo scenario che ieri si è svolto l’incontro dedicato ai residenti della Borgata, quartiere storico che da anni denuncia incuria e abbandono.
Le testimonianze raccolte dai cittadini hanno restituito l’immagine di una comunità stanca di promesse non mantenute: strade invase da sporcizia, caditoie e tombini mai puliti che causano allagamenti frequenti, illuminazione carente che lascia intere vie al buio. Problemi quotidiani che incidono sulla sicurezza e sulla qualità della vita.
«Ci sentiamo dimenticati» hanno ripetuto in tanti, sottolineando la mancanza di collegamenti adeguati, di spazi di aggregazione, di biblioteche e uffici pubblici. Una condizione aggravata dalle carenze nella rete idrica e fognaria: l’acqua spesso manca e gli impianti, ormai vetusti, non reggono.
Alla fragilità infrastrutturale si aggiunge un forte senso di insicurezza: strade scarsamente illuminate, assenza di presidi delle forze dell’ordine e cittadini costretti a muoversi con timore.
La Borgata porta ancora il peso di questioni irrisolte come quella dello stadio e di un dialogo mai avviato davvero tra istituzioni e comunità. Le saracinesche abbassate, segno di un tessuto economico che lentamente si spegne, raccontano un disagio che non riguarda solo il quartiere ma l’intera città.
Eppure non mancano le eccezioni: realtà virtuose, “isole felici” di impegno e lavoro che resistono, pur senza trovare sostegno concreto da parte dell’Amministrazione.
Duro il giudizio nei confronti del Sindaco e della Giunta, assenti in gran parte all’incontro: «Finché il Comune continuerà a voltarsi dall’altra parte – è stato denunciato – Siracusa resterà prigioniera di un muro di gomma e di una politica che preferisce l’assenza al confronto».
Un grido di allarme che parte dalla Borgata ma che riguarda l’intera città, sempre più in cerca di risposte.